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Il più arduo e oscuro poeta provenzale, famoso per le sue sestine, definito "fabbro del parlar moderno" da Dante, viene qui rivisitato da uno dei nostri più grandi poeti contemporanei
Fernando Bandini affronta questo testo capitale in una duplice veste: quella del poeta e quella di chi per anni ha fatto lo studioso di provenzale e francese antico. Di questa duplice veste è frutto la traduzione: da un lato, l'accuratezza e lo sforzo interpretativo del filologo sono riusciti a dare coerenza a un testo oscuro, basato su lezioni a volte alquanto diverse; dall'altro, l'orecchio del poeta ha saputo recuperare il senso della metrica e delle rime di Arnaut Daniel.
Il risultato è un testo poetico che, al di là del suo valore storico, incanta per la sua bellezza anche il lettore contemporaneo.
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